black&Black incontra Anime senza voce


Quando uscire dal proprio cortile con black&Black diventa un lungo viaggio un percorso complesso, Un percorso fatto di grandi riflessioni perché non è possibile sbagliare la strada. Una stada che si compone di alti e bassi che ti rendono il tutto fluttuante. Il fluttuare mi ha portato a non girarmi dall’altra parte quando sul mio tragitto è apparso Anime senza voce.
Un evento Internazionale d’arte contemporanea contro l’abuso minorile. Immediatamente mi è apparso normale raccogliere la sfida interiore.  È stato un attimo lanciarsi in questo argomento difficilissimo.

Contrariamente al mio modo di fotografare ho dovuto seguire un regolamento, dove l’artista riceve una testimonianza/lettera di una vittima che nell’età minorile ha subito un abuso. Dalla testimonianza dovrà nascere l’opera.

Per partecipare ho dovuto adeguare il mio progetto black&Blacck ad una narrazione di altri che volutamente passa attraverso tutte le cose che fai, il mio fotografare e il mio racconto di “nero a modo mio, dove la macchina fotografica è solo lo strumento per realizzare le immagini. La mia narrazione si compone questa volta del concetto “tempo/momento” che tende a zero, e “lo spazio” si riempie del Black assoluto.

Poiché non sono ammesse immagini esplicite ho interpretato la testimonianza utilizzando concetti e simboli, ne nasce così una narrazione che stimola forti emozioni.

L’argomento è molto forte e tali devono essere le emozioni, tanto forti che non è ammesso fare sconti e prigionieri.
Per l’ennesima volta mi metto in gioco e mi metto a nudo su una testimonianza non mia.

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